L’ARTE DELLE ARMI FILIPPINE
L’Escrima completa il concetto di autodifesa: per difendersi da un’arma bisogna conoscerla.
Il principio fondamentale: un solo movimento, infinite applicazioni.
Nell’Escrima, i movimenti appresi con l’arma si applicano anche a mani nude.
Un colpo di bastone diventa facilmente un pugno, una leva o una proiezione. Questa continuità rende il sistema estremamente pratico e versatile, perché prepara ad affrontare qualsiasi situazione, armata o disarmata.
Un concetto distintivo dell’Escrima è la numerazione degli angoli di attacco.
Ogni colpo segue una traiettoria precisa, associata a una zona del corpo dell’avversario.
Nel metodo AWTA si lavora su cinque angoli principali, un sistema semplice ma completo che consente di gestire con naturalezza ogni tipo di attacco.
“Nel combattimento, il più è meno. La semplicità è ciò che vince.”
Transizione e concetti chiave del metodo AWTA
Uno dei pilastri dell’Escrima AWTA è la transizione dell’arma: imparare a trasferire le stesse tecniche da un’arma all’altra, o dalle armi al corpo.
Tra i principi studiati troviamo:
• Box System – cinque movimenti offensivi interconnessi che formano la base della strategia;
• V Theory e L Theory – schemi di movimento che regolano la distanza, gli angoli d’attacco e la gestione della linea di combattimento.
L’allenamento AWTA si basa su esercizi a coppie e sequenze cicliche di tecniche che evolvono nel tempo.
Questo approccio aiuta a sviluppare sensibilità, tempismo e adattabilità, qualità indispensabili in una situazione reale di difesa.
Lo scopo non è memorizzare movimenti, ma imparare a reagire in modo fluido e istintivo, con qualsiasi arma o senza.