ESCRIMA
E’
un'arte marziale per coloro
che prediligono l'utilizzo delle armi contundenti e delle armi da
taglio, ma
anche per chi è già praticante di un'altra
disciplina a mani nude e vuole
imparare a padroneggiare le armi bianche. Per questo che
sempre più
spesso i praticanti di WingTsun integrano le loro conoscenze marziali
con
l'Escrima. L'addestramento comincia con lo studio delle armi, in
particolare
del bastone, in seguito si passa al coltello, al machete, al tonfa,
etc... che
vengono usati singolarmente o in combinazione tra loro. Dalla pratica
con le
armi si approda infine al combattimento disarmato.
Le tecniche di base insegnate sono estremamente semplificate. In un
breve
addestramento, con poco tempo a disposizione per allenarsi, solo le
tecniche
più semplici sono quelle che realmente possono essere usate
con efficacia in
battaglia. Questo permise agli abitanti delle tribù
indigene, senza alcun
addestramento militare, di potersi difendere da altre tribù
o addirittura
dall'aggressione di eserciti stranieri. A causa di questo primo
approccio,
l'Escrima può sembrare erroneamente un'arte marziale molto
semplice da
imparare.
Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse per le arti marziali meno diffuse, provenienti da diverse culture di tutto il mondo, incluso Escrima. Ritenuta la migliore arte per imparare ad usare il bastone ed i coltelli ed a difendersi da essi, Escrima ha attirato persone non necessariamente interessate al suo aspetto culturale. Come conseguenza, molti sistemi di Escrima sono stati modificati, per renderli più "vendibili" ad un pubblico esteso. L'infuenza di altre arti marziali asiatiche sul modo di proporsi "sul mercato", ha portato ad una enfatizzazione del trapping, del controllo e del disarmo, focalizzandosi sull'aspetto dell' autodifesa. D'altra parte, l’Escrima non si è evoluto in senso sportivo come altre arti marziali (soprattutto giapponesi), mantenendo una certa impronta guerriera dovuta alla sua origine (l'uso delle armi ne è insieme la causa e la diretta conseguenza).
I
moderni metodi di allenamento tendono a curare meno il footwork
(che peraltro viene assimilato con gli esercizi come veniva fatto anche
anticamente) e le posizioni basse del corpo (che comunque erano
adottate da non
molti stili di Arnis/Escrima) soffermandosi sempre di più su
tecniche dirette,
maggiormente adatte ad essere imparate da chi non ha la
possibilità di dedicare
moltissimo tempo a queste discipline e che possono sembrare
più efficaci,
soprattutto in contesti in cui è richiesta una reazione
immediata che non abbia
avuto la necessità di anni e anni d'allenamento per essere
acquisita.
L'arma più comunemente
utilizzata per cominciare
l'apprendimento dell'Escrima è il bastone in rattan
(chiamato
"olisi", "yantok" o "baton" o "baston"
a seconda dello stile), lungo all'incirca quanto il braccio del
praticante, con
una lunghezza che può variare dai 45 ai
Il primo concetto tecnico su cui si fonda L’Escrima
è utilizzare gli stessi
movimenti usati per il maneggio di un'arma anche per il maneggio di
armi
diverse e per effettuare tecniche a mano nuda.
Altro concetto tipico dell'Escrima, che si differenzia da
altre arti
marziali e che si ritrova solo nella scherma, è la
"numerazione degli
angoli": gli attacchi vengono portati seguendo particolari traiettorie
che
comunque rientrano in "zone" che delimitano la figura umana del
bersaglio. Per comprendere questo concetto, occorre immaginare la
figura umana
dell'avversario divisa perfettamente a metà da una linea
verticale che
attraversa tutto il corpo dalla estremità superiore della
testa fino al pavimento:
questa divide il bersaglio in due parti (destra e sinistra). A livello
dell'ombelico, la figura viene di nuovo divisa in due parti da una
linea
parallela al terreno: il bersaglio a questo punto, è diviso
in due ulteriori
zone (alto e basso, oltre alla parte mediana corrispondente alla linea
stessa).
A prescindere dal tipo di colpo (di punta o di taglio, ascendente o
discendente...), ogni attacco rientrerà in una delle quattro
zone delimitate
dalla linea verticale e da quella orizzontale. Conseguentemente, i
filippini
hanno creato un sistema di numerazione che identifica queste zone e
l'allievo
che impara le difese dai vari attacchi, impara anche a gestire allo
stesso modo
qualsiasi tipo di colpo portato in una determinata zona.